oria milano

Richard Goode pianista

 

Celebrato per la sua grande capacità di  emozionare, per la profondità e sensibilità del suo fare musica, Richard Goode è considerato uno dei più grandi pianisti odierni e uno degli interpreti migliori del repertorio classico e romantico.

Dopo la sua "residence" al South Bank Centre di Londra con sette concerti la scorsa stagione e una serie di recitals memorabili dalle due parti dell'oceano, in occasione del suo prossimo recital alla Carnegie Hall di New York il prossimo 5 maggio, sarà presentato anche il suo nuovo cd  Nonesuch dei 5 Concerti di Beethoven con la Budapest Festival Orchestra e Ivan Fischer. 


In un lungo profilo che il New Yorker gli ha dedicato, David Blum ha scritto di lui : “Quello che ci si ricorda di più dei concerti di Goode non è tanto la loro bellezza - pur eccezionale qual’è- ma come egli sappia afferrare il pensiero centrale del compositore , tanto che l’opera tende ad acquistare senso prima ancora che l’ascoltatore l’abbia percepito.....lo spontaneo processo creativo dell’autore nella sala da concerto diventa tangibile”

E secondo il New York Times “ E’ impossibile lasciare uno dei recitals di Goode senza avere la sensazione di aver guadagnato un nuovo sguardo profondo, preciso, sulle opere da lui eseguite o sul pianismo stesso”.


La stagione 2008-09 di Richard Goode comprende fra l’altro concerti con la St. Louis Symphony Orchestra , la London Symphony Orchestra, la Staatsorchester di Monaco di Baviera, laTonahlle Orchester di Zurigo e con la Boston Symphony Orchestra,oltre a recitals a Chicago, Boston, alla Wigmore Hall di Londra, alla Carnegie Hall di New York, alla Philadelphia Chamber Music Society,ecc.

 

La scorsa stagione Goode è stato in “residence” al South Bank Centre di Londra con sette concerti ed ha suonato a: Berlino, Parigi, Milano, Toronto, New York, Chicago, Philadelphia e Berkeley. Le sue apparizioni orchestrali sono state con la Boston Symphony Orchestra e James Levine a Tanglewood, con la London Philharmonic e Kurt Masur, con la Concertgebouw Orchestra e Ivan Fisher,con la New York Philharmonic Orchestra e Sir Colin Davis, con la San Francisco Symphony e Alan Gilbert, e con la Radio Philharmonique a Parigi con Peter Oundjian.

 

Nel 2005-2006 la Carnegie Hall ha riservato una serie di 8 concerti a Richard Goode , che ha inoltre tenuto delle master-classes in tre dei maggiori Conservatori newyorkesi – Juilliard, Manhattan e Mannes – e due incontri a proposito del suo repertorio al Metropolitan Museum of Art. 

Nel 2006-2007 Goode aveva ricevuto per il suo contributo in campo musicale il primo Jean Gimbel Lane Prize in Piano Performance, che è culminato in una residency di due anni al Northwestern University di Evanston . 

 

Goode è nato e vive a New York.  E’ stato allievo di Nadia Reisenberg al Mannes College of Music di New York e si è perfezionato con Rudolf Serkin al Curtis Institute di Philadelphia .

Nell’eredità di Serkin rientra anche il suo profondo impegno verso i corsi e il Festival di Marlboro nel Vermont,  di cui si occupa assiduamente in qualità di co-direttore artistico insieme con Mitsuko Uchida.


Durante la sua lunga carriera ha ricevuto diversi premi, tra i quali  il Young Concert Artists, il Primo Premio al Concorso Clara Haskil di Montreaux, l’Avery Fisher Prize e in campo discografico il Grammy Award con il clarinettista Richard Stoltzman.


L’esecuzione integrale dei Concerti di Beethoven nel 1986 con la Baltimore Symphony Orchestra e dell’intero ciclo delle Sonate nel 1987/88 a New York - accolta dal New York Times come il più importante  avvenimento musicale della stagione - ha segnato la sua definitiva affermazione quale raffinato interprete beethoveniano.  Richard Goode è stato il primo pianista statunitense ad aver ripreso l’esecuzione integrale delle Sonate di Beethoven , ripetuta poi anche a Londra alla Queen Elizabeth Hall .


Oltre alle recenti registrazioni di Mozart, Richard Goode ha al suo attivo moltissime incisioni  , che comprendono i Concerti di Mozart con l’Orpheus Chamber Orchestra, l’integrale delle Sonate di Beethoven e delle Partite di J.S. Bach, e opere di  Brahms, Schubert, Schumann, Chopin, Busoni e George Perle. 

Col soprano Dawn Upshaw, ha inciso i Lieder da Goethe di Schubert, Schumann, e Hugo Wolf per Nonesuch. I quattro dischi dei Concerti di Mozart con l’ Orpheus Chamber Orchestra sono stati accolti con grande entusiasmo dalla critica che gli ha attribuito numerosi premi e  “Best of the Year”. Anche la prima lungamente attesa registrazione Chopin di Goode è stata la “Best of the Month “ della rivista Stereo Review che l’ha descritta come un  “assolutamente magico . . . glorioso suonare.”


The New Yorker : September 7, 2009

The Classical Style

GOINGS ON ABOUT TOWN Classical Notes by Russell Platt

....... It was Beethoven, who studied with Haydn, who brought the legacy of these composers into the Romantic age, a lesson made vividly clear on Richard Goode's new album, "Beethoven: The Complete Piano Concertos" (Nonesuch). His sterling collaborators, Iván Fischer and the Budapest Festival Orchestra, represent the dynamic compromise that a new generation has made, deploying the concentrated power of modern orchestras while recognizing the stylistic discoveries of the period-performance movement. The result is a supple, measured lyricism that avoids selfindulgent extremes, an equipoise that the veteran Goode, as a successor to Rudolf Serkin, has developed entirely on his own. No one will be surprised by the humane and poetic qualities the pianist brings to the meditative Fourth Concerto, but in the concluding "Emperor" Concerto Goode offers truly revelatory playing, turning that shameless virtuoso showcase into a vibrant, three-dimensional creation.


THE NEW YORK TIMES Published: April 29, 2008

MUSIC REVIEW

A Poet of the Piano, in the Company of His Forebears

Richard Goode played works by Chopin and three other composers at “Free for All at Town Hall.”

By VIVIEN SCHWEITZER


Listening to the pianist Richard Goode playing Bach and Chopin on Sunday was a perfect, soul-soothing tonic after a busy week. He appeared as part of the lively series “Free for All at Town Hall,” juxtaposing works by those two composers, Beethoven and Debussy in a program that intelligently illuminated their connections.


...When Mr. Goode played Chopin after works by Bach, it made musical sense, and each composer benefited from the diligence of his approach. He played with the clean articulation and voicing essential to Bach’s music, which also highlighted the intricacies and counterpoint of the Chopin selections.


Conversely, he incorporated the singing lines fundamental to Chopin into his Bach, as in a glowing rendition of the Prelude and Fugue in C major (Book II), which opened the program, and the four sinfonias that followed. Mr. Goode fully exploits the potential of the modern piano, with fairly generous pedaling and vivid dynamic contrasts.


His pristine articulation and unsentimental approach were refreshing in Chopin’s Nocturne in C minor (Op. 48, No. 1), and he imbued the four mazurkas with contrasting colors and lilting grace.


Mr. Goode brought the poetry of his Chopin and the clarity of his Bach to Beethoven’s “Moonlight” Sonata, playing the opening Adagio with mystical introspection and the Allegretto with gentle restraint. The concluding Presto was a whirlwind of agitation. After intermission came 2 études from Debussy’s set of 12, which the composer dedicated to Chopin, calling him “the greatest of them all.”


The concert concluded with three works by Chopin, including the Scherzo No. 4 and the tumultuous Polonaise in F sharp minor. As an encore, Mr. Goode rewarded the exuberant audience with a lovely rendition of the Nocturne in E flat (Op. 55, No. 2).


4 stars Queen Elizabeth Hall, London

Erica Jeal 28 Febbraio 2008

Guardian


Ci sono pianisti che danno a Chopin una cattiva fama, usando le sue composizioni come veicolo di una appariscente ma fragile brillantezza . Poi c'è Richard Goode. Questo programma ci ha servito tre dosi di Chopin, ognuna preceduta da un autore che lo ha influenzato (Bach e Mozart) o da uno che non avrebbe potuto scrivere la sua musica senza di lui (Debussy). Ed è stato pensato e messo insieme con reverenza - o è stata solo un'impressione data dalla generosità di Goode con il pedale di sostegno nel pezzo di apertura , il Preludio in do maggiore dal Secondo Libro del Clavicembalo Ben Temperato di Bach, che ha reso le note riverberate come in una chiesa ?


..... in Mozart, Goode era rilassato,e ci ha dato una lettura del Rondò in la minore K511 introspettiva e fluida. Il primo dei 2 Studi di Debussy , Pour les Arpèges Composés, ci è arrivato con una fragilità struggente che ci faceva chiedere come potesse un pianista leonino come Goode produrre un suono così delicato. Poi ancora una volta Goode tornava a Chopin ed era un ritorno a casa. Ha trovato introspezione nella relativa semplicità delle Mazurche, e persino composizioni virtuosistiche come lo Scherzo Op 54 e la Polonaise Op 44 non suonavano come pezzi di bravura ad effetto.

.......nessuna mancanza tecnica; i trilli ravvicinati della fine del Notturno Op 62 No 1, erano perfettamente equilibrati, così come le corse di zucchero filato nell'Improvviso Op 36 , con Goode profondamente in comunione con il suo strumento, facendoci sopra le fusa .


E' stato un suonare dolce e maturo, la cui emozione era sentita in profondità ma trasmessa con misura. Ci vuole un pianista di gran classe per riuscirci.