Anna Kravtchenko è nata in Ucraina a Charkov nel 1976 , ed ha iniziato lo studio della musica a 5 anni. A nove ha incominciato a frequentare una scuola speciale di musica dove ha studiato con Leonid Margarius .
Nel 1991 ha vinto il 1° premio al Concorso internazionale “Concertino di Praga” e l’anno successivo le è stato assegnato all’unanimità a soli 16 anni il Primo Premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, che da 5 anni non veniva assegnato .
Questa vittoria ha segnato per Anna l’inizio di una carriera internazionale con un tour europeo di sessanta concerti : Festival di Brescia e Bergamo, Milano al Conservatorio e al Teatro alla Scala, Herculessaal di Monaco di Baviera, Ruhr Festival, Salle Gaveau di Parigi, Berlino nella Sala della Filarmonica, Karlsruhe, Tonhalle di Zurigo, ecc.
Nel 1994 con l’Orchestra della Radio di Berlino ha suonato le Variazioni di Paganini di Rachmaninov nella Sala Filarmonica di Berlino, e nel 1995 èstata in tournée con la Israel Chamber Orchestra in Germania e Austria, suonando anche a Vienna nella Sala Grande del Musikverein il Concerto no. 1 di Schostakovich. Subito dopo Vienna Anna si è trasferita a vivere in Italia, dove è stata ammessa “Ad Honorem” alla “Accademia Pianistica Internazionale di Imola” .
Nei cinque anni seguenti Anna è riuscita a conciliare la prosecuzione dei suoi studi con una intensa attività concertistica e ha suonato a Londra, Ginevra, Zurigo, Tolosa, Vancouver, Bergen, Dortmund, Sud Africa e Giappone. Ha registrato per la televisione tedesca e olandese, suonato con l’Orchestra da Camera di Losanna, con la Nederland Philharmonic, con la Residentie Orchestra,con la Orchestra Sinfonica della RAI, la BBC Symphony Orchestra,la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, la Brabant Symphony Orchestra e in recital in Italia, Olanda, Germania, e Inghilterra.
Nel 1996 ha debuttato al Concertgebouw di Amsterdam nella Serie “Grandi Maestri” con grande successo di pubblico e critica ,tanto che di lei scrissero: “Un miracolo della tastiera” - “ Se Grieg avesse saputo della esistenza di Anna Kravtchenko non avrebbe scritto solo un concerto per pianoforte.”. Da allora Anna è una beniamina del pubblico del Concertgebouw ed è tornata a suonare nella serie “Grandi Maestri” nel 1999, 2002 e nel 2006.
Nel 2000 Anna ha ricevuto il Master dalla Accademia Pianistica di Imola ed è entrata a far parte del corpo docente.
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Nello stesso anno ha suonato anche in Giappone e con l’Orchestra Filarmonica della BBC a Manchester. Nel 2003 Anna ha debuttato a Baltimora con la Baltimora Symphony Orchestra ed ha suonato con la BBC Philharmonic Orchestra, mentre l’anno successivo ha ottenuto grande successo a Monaco di Baviera con l’Orchestra da Camera della Radio e a Londra con la Royal Philharmonic Orchestra.
Nel 2006 Anna ha inciso per Decca un cd interamente dedicato a Chopin, molto ben accolto dalla critica e dal pubblico, ed ha vinto negli USA l’International Web Concert Hall Competition . Da poco è stato pubblicato da Decca un nuovo cd interamente dedicato a Liszt. Tra i suoi impegni della stagione in corso figurano concerti in Germania, Francia,Svezia, Olanda e Italia .
LISZT, Sonata in si minore “Rapsodia Ungherese” Decca 2009
IL CITTADINO 2 Settembre 2009
...recente incisione DECCA , interamente dedicata al catalogo lisztiano. Incastonata tra il piglio ribelle della dodicesima Rapsodia Ungherese e un grappolo di fatale trascrizioni da Schubert e da Schumann, la megalitica Sonata in si minore è un gorgo che non lascia scampo......Una interpretazione che va a collocarsi nella bacheca dei “must have”, delle rarità..... Elide Bergamaschi continua
LISZT, Sonata in si minore “Rapsodia Ungherese” Decca 2009
CLASSIC VOICE
..........l’impressione di trovarsi in UNA sala di concerto e di ascoltare un recital dal vivo è qui vivissima, e non potrei fare migliore complimento alla Kravtchenko , che interpreta Liszt con grande slancio e partecipazione......... ma anche con un suono bellissimo ed eleganza di fraseggio...... Una bella sorpresa per un disco che porrei senz’altro in testa a tutte le recenti clasifiche. L.C. continua
LISZT, Sonata in si minore “Rapsodia Ungherese” Decca 2009
SUONARE
..............se volete capire il temperamento di Anna e la sua voglia di “entrare” costi quel che costi nella scrittura, dedicatevi almeno) un paio di volte a scoltare - non a sentire, ché non basta - i primi due minuto , cioè la sezione di Sonata ..........il dosaggio delle pause, all’inizio, la lieve esitazione (involontaria?) nello scolpire il primo disegno rampante, la calibrata lentezza nel delineare, il successivo verso il grave, sono indizi d’un progetto testardo. continua
ADIGE 23 Marzo 2009
Kravtchenko in stato di grazia per l’Ami
.......in splendida forma la pianista, quasi in stato di grazia soprattutto nell’emozionante rassegna di pagine chopiniane che ha avviato il recital............nel Notturno op. 9 n.3 e nella serie di sei Preludi la pianista sfodera una gamma timbrica e dinamica di grande fascino .........ammirevole equilibrio di pathos e controllo erano la cifra dominante del Widmung.
.....Tonalità umbratili aprivano la fantasia in re minore K397......consegnando un’esecuzione freschissima , leggera, sorridente di sapore quaqsi clavicembalesco.
Trascinante lo Schumann di Carnevale di Vienna ......nuovamente commovente la trascrizione di Liszt della scubertiana Serenade. E il commiato dal pubblico è stato nel segno della malinconia, con una struggente pagina dalle “Stagioni” di Ciaikovski.Emilia Campagna
IL GIORNALE DI VERONA 17 Marzo 2006
L'Arena
…………………..La pianista ha affrontato a viso aperto, con sempre controllata lucidità di visione interpretativa, pagine di Chopin, Schumann e Liszt. Dei due notturni chopiniani (2 e 3 dell‚op. 27) eseguiti in apertura di concerto Kravtchenko ha scelto di mettere in luce il versante amabile ed elegante da "Salonmusik", più che quello intimistico e sognante, in una lettura d’intensa espressività.
…………………… Anna Kravtchenko ha dato il dovuto respiro alle tensioni della Sonata, cogliendone la varietà di gradazioni in una lettura di tesa coerenza e molto attenta ai dettagli sonori. Altre atmosfere, nella seconda parte, ma uguale prestanza d’esecuzione nella giovane pianista che ha iniziato con due Lieder schubertiani nella trascrizione di Franz Liszt. Sono due brani brevi e di ridotte pretese tecniche, che Kravtchenko ha però saputo trasformare in gioiellini musicali per bellezza di suono e cura espressiva. A seguire il "Carnevale di Vienna" di Schumann, con la sua ricchezza di intonazioni fra svagata baldanza e dolcezza lirica, tutte colte e rese nella loro sostanza poetico musicale in una interpretazione penetrante e sempre misurata anche nei passi più spericolati, percorsi tutti con precisa e trasparente efficacia di articolazione. Il concerto si è chiuso con la Rapsodia Ungherese n. 12 di Liszt, sfarzosa nei colori e nei suoi tratti virtuosistici dominati con gran vigore tecnico e dovizia di effetti timbrici dall’esecutrice, apparsa del tutto a proprio agio anche su questo terreno del pianismo romantico.