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Trio Voces Intimae

 

Rappresentante ufficiale della cultura italiana nel mondo, il Trio Voces Intimae (Riccardo Cecchetti – pianoforte, Luigi De Filippi – violino, Sandro Meo – violoncello) si è esibito presso Wigmore Hall e St. John’s Smith Square di Londra, Carnegie Hall di New York, Musik Halle di Amburgo, Vredenburg di Utrecht, deSingel di Anversa, Festival Europalia-Italia Belgio, Festival dei due Mondi di Spoleto, Amici della Musica di Firenze, Unione Musicale di Torino, Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, Bologna Festival, Amici della Musica di Perugia, ecc. Ha tenuto concerti per il Presidente della Repubblica italiana, C.A. Ciampi, presso la residenza del Quirinale a Roma. BBC-Radio3 e RAI-Radio3 gli hanno dedicato trasmissioni. In particolari occasioni Voces Intimae diventa Ensemble come per le collaborazioni con il Teatro dell’Opera di Roma nella creazione di nuove produzioni di balletto.

Il Trio
Voces Intimae incide per Warner Classics. La prima uscita è l’integrale dei trii di J.N. Hummel su strumenti originali pubblicata in due CD. Voces Intimae ha inoltre pubblicato tre CD per Symphonia dedicati ai trii F. Schubert , di Mendelssohn e ad un inedito repertorio di Fantasie ottocentesche per Trio sulla musica di Vincenzo Bellini, tutti su strumenti originali.


Hanno scritto di loro: “…Credo che questo Trio andrà lontano…”
Radiotre – Mattino Tre - G. Zaccagnini; “…In queste letture l’interpretazione muta continuamente passo esecutivo, seguendo i sottili e soavissimi scarti d’umore della musica: ora “parlando”, ora cantando (con sublimi messe di voce), ora rabbuiandosi ora rasserenandosi, ora esponendo tratti “sinfonici” ora rifugiandosi in un dialogo stretto ma recondito, fatto spesso di cenni d’intesa più che di parole…” Suonare – A. Foletto; ...Esecuzione di qualità…” Il Venerdì de “La Repubblica” – Enzo Siciliano; “…Un grande disco!..” “De Morgen” - Rudy Tambuyser; “….Voces Intimae restituisce a questa musica tutta la sua poesia e limpidezza…” “Le Monde de la Musique” – Vincent Casanova; “… Sono letture fluidissime, tenere ed eleganti…” “Amadeus” – Francesco Ermini Polacci; ”…un’esecuzione di ispirata chiarezza e fine espressività, caratterizzata da una lettura trasparente e un’intonazione perfetta…” “The Strad”.


Lo Schubert più delicato  con il Trio Voces Intimae

27 Ottobre 2009 -  Concerti d’Autunno

Riccardo Cecchetti (fortepiano), Luigi De Filippi (violino) e Sandro De Meo (violoncello) hanno infatti scelto di iniziare la serata prediligendo una musicalità forse meno suggestiva ma degna, per delicatezza e brio, delle migliori opere del compositore viennese. .............. L’esperienza bergamasca è stata arricchita da una scelta originale, evidente già nella sonata D. 574, op. 162, che a una grandezza romantica opponeva il

Riccardo Cecchetti pianoforte
Luigi De Filippi violino
Sandro De Meo violoncello

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fascino di una elegante cantabilità; protagonista il violino di De Filippi, interprete espressivo del discreto sentimento del tema. Uno stile leggero, di intrattenimento mondano, era presente anche nella Sonata in la minore D. 821, per fortepiano e arpeggione,. .................. il movimento rapido e spumeggiante di De Meo ha permesso di arricchire con temi fortemente caratterizzati uno sviluppo melodico piuttosto semplice. Le sonorità dolci dell’arpeggione mettevano in risalto nell’opera una sottile malinconia condivisa dal fortepiano, che Cecchetti ha saputo far emergere da un ruolo forse troppo discreto, creando un gioco di rimandi perfettamente orchestrato tra i due strumenti. ................... gli artisti si sono distinti per un ottimo dialogo e un intenso coinvolgimento, mostrando che se, da una parte, Schubert si fa ammirare per l’eleganza e la perfezione formale, alla fine ciò che davvero incanta è la purissima profondità del sentimento. C. Lo.


L’ECO DI BERGAMO I tre componenti si propongono di recuperare l’originaria trasparenza e le reali intenzioni dei compositori, attraverso suoni e fraseggi ad essi più familiari, riportando alla luce collegamenti e storie legate al brano. A conferma della scelta del loro nome prediligono gli aspetti più sottili del repertorio senza l'obbligo di suonare come una carica d’artiglieria ma piuttosto facendo sentire in qualche brano il ritmo di trotto di un cavallo e favorendo le mezzetinte, i sottintesi e le venature di malinconia, tutti aspetti che nel corso del Novecento sono stati disattesi.


www.vocesintimae.it