Nata a Mosca, Lilya Zilberstein ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di 5 anni con Ada Traub alla Scuola Speciale di Musica Gnesin , dove si è diplomata con medaglia d'oro nel 1983. Ha poi continuato gli studi , sempre a Mosca , all'Istituto Pedagogico Musicale Gnesin con Alexander Satz ,con cui ha concluso il ciclo di studi nel 1988.


Ha vinto nel 1985 il Concorso Russo e il Concorso Pan-Sovietico di Riga, e nel 1987 il Primo Premio al Concorso Busoni di Bolzano, aggiudicandosi anche il Premio Speciale del Pubblico.

Da allora ha iniziato una intensa attività concertistica internazionale, che la vede suonare con grandissimo successo in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Canada e in Oriente.


In Italia dopo la vittoria al Concorso Busoni Lilya Zilberstein ha debuttato con immediato successo al Maggio Musicale Fiorentino del 1988 , e ha tenuto da allora circa 200 concerti per tutte le più importanti istituzioni musicali .   Nel 1998 le è stato attribuito a Siena il Premio Internazionale "Accademia Musicale Chigiana" .

Nel 1999 ha debuttato con vivo successo al Teatro alla Scala con l'Orchestra Filarmonica sotto la direzione di Semyon Bychkov e nel Teatro milanese è tornata nel 2000 e nel 2003 con eguale consenso.


Lilya Zilberstein ha suonato con direttori del calibro di Claudio Abbado, Semyon Bychkov, James Levine, Neeme Järvi, Christoph Eschenbach, Ivan Fischer,ecc. e con orchestre quali i Filarmonici di Berlino, la Chicago Symphony , la Filarmonica della Scala, la  London Symphony e Royal Philharmonic Orchestra .


Lilya ama anche fare musica da camera e suona in duo con Maxim Vengerov, con Massimo Quarta e con Martha Argerich, che la invita ogni anno al suo Festival a Lugano e con cui suona spesso in duo in Europa.


Incide per Deutsche Grammophon, e particolare successo ha ottenuto il compact disc dedicato al Secondo e Terzo Concerto di Rachmaninov con i Filarmonici di Berlino e Claudio Abbado, registrato durante i concerti tenuti insieme a Berlino.


Lilya Zilberstein e Martha Argerich

foto Gerzenberg

Oltrecultur - 30 ottobre 2009

Il virtuosismo pianistico di Sergej Rachmaninoff e la sensualità filo-iberica di Maurice Ravel: questi gli ingredienti per una splendida serata di musica al Teatro Politeama Greco di Lecce. ...

Nella serata del 23 ottobre scorso (svolta in collaborazione con la Camerata Musicale Salentina), alla quale abbiamo partecipato, l’étoile è stata sicuramente la moscovita Lylia Zilberstein. Splendida esecutrice del Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op.18 di Rachmaninoff. ...

La pianista, che nel corso della sua carriera ha collaborato con nomi eccelsi quali Claudio Abbado, Christoph Eschenbach, Marta Argerich; con i Filarmonici di Berlino, della Scala e di Londra, ha stregato letteralmente il pubblico del Politeama, ricevendo applausi per molti minuti, al termine dell’esecuzione. Peccato, niente “bis”, sebbene richiesto a gran voce..

Emilia Maurizi


Corriere Fiorentino - 5 Aprile 2009

Che magia le signore del piano

Entusiasmo alle stelle alla Pergola, per il concerto di Martha Argerich e Lilya Zilberstein, organizzato dagli Amici della Musica : teatro stipato e applausi a scena aperta, con il pubblico in piedi, alla fine, in un ideale abbraccio alle due pianiste...........Da Mozart a Schumann, da Brahms a Sostakovic, a Rachmaninov, la Argerich e la Zilberstein  hanno attraversato con assoluta disinvoltura un repertorio vasto e multiforme, dimostrando che suonare in ensemble significa, prima di tutto, condividere uno spirito, un’idea della musica : è piacere, divertimento e passione. Il tutto accompagnato da una naturalezza che pochi grandi interpreti possono permettersi : una familiarità col palco e col pubblico davvero invidiabili .....Pagina dopo pagina, suonare insieme è diventato “suonare dentro”, l’una nell’altra, in una perfezione d’intenti espressivi e d’incastri. Gabriele Becheri


La Nazione - 18/1/2007

La Zilberstein offre un grande Mozart - Eccellente esibizione della pianista…. ………quando davanti alla tastiera siede Lylia Zilberstein, erede della grande scuola musicale russa, allora si resta incollati alla poltrona, in attesa che Mozart sia restituito in tutta la sua cristallina genialità….perchè rivela subito, al suo ingresso nel palco, ….una padronanza di sé non comune. Padronanza e leggerezza con la quale ha interpretato Mozart ……………..la Zilberstein ha giocato con ruolo intelligente , virtuosistico, di ottima tenuta, in cui ha cesellato la singola nota. Senza prolissità, ma con forza espressiva, sempre comunque misurata sulla poetica mozartiana, della quale ha evidenziato la grande originalità. Con dei pianissimi e con una delicatezza, anche nella sobrietà intensa del bellissimo secondo movimento, l’Andantino che ci hanno richiamato alla memoria il recente concerto del russo Sokolov……

Angela Simini


La Prealpina – 31 gennaio 2006

…in queste “Variazioni” siamo lontani dalle raffinate magie timbriche che esibiva Benedetti Michelangeli; il panismo della Zilberstein, così istintivo e rabbioso, ricorda piuttosto un altro grandissimo, il conterraneo Sviastoslav Richter…… Luca Segalla