oria milano

Gallicantus coro a cappella

 

            Mark Chambers controtenore              David Allsopp controtenore

            Christopher Watson tenore                Nigel Short tenore

            Gabriel Crouch basso                          William Gaunt basso


Gallicantus - il Canto del Gallo- prende il nome dal primo ufficio del mattino cantato dai monaci : un canto che evoca il rinnovellarsi della vita e del nuovo giorno.

Il Gruppo , diretto da Gabriel Crouch, consacra la sua attività alla musica del Rinascimento e i suoi componenti di grande esperienza provengono da gruppi quali Tenebrae, The Thallis Scholars e The King’s Singers.

Tutti condividono lo stesso amore nel comunicare i testi e nel creare programmi a tema ben studiati in cui propongono fonti diverse, unificate dallo stesso tema, studiato a fondo e presentato in maniera chiara e diretta.

Gallicantus ha inciso nel 2009 per Signum Classics il suo primo cd , dedicato alla musica di Robert White. La critica ha molto ben accolto il loro  “impressionante debutto” (Observer) della loro “appassionata , appassionante musica” (The Times),mentre Gramophone Magazine ha scritto : “Che disco eccezionale… L’inizio delle Lamentations sta come  l’iniziale miniata di un antico bellissimo manoscritto, tanto è luminoso e trasparente ..”

Il 2010 ha visto la pubblicazione dei Dialogues of Sorrow – Passions on the Death of Prince Henry (1612), e un programma radio alla BBC con gli storici Tristram Hunt e Roy Strong, e la musicologa Sally Dunkley sulla storia della musica ispirata da questo evento storico.


CREMONA OGGI

Quella musica antica del Festival Monteverdi  pervasa di humus tragico

4 giugno, 2012


A tre giorni di chiusura dall’intenso Festival Monteverdi, Cremona era già di nuovo in fibrillazione, con il centro rutilante di gente intenta ad acchiappare qua e là la giostra di eventi che hanno caratterizzato il terzo cartellone de “Le corde dell’anima”, felice scommessa in cui musica e letteratura vanno a braccetto, il più delle volte sfuggendo alla banalità dell’ovvio. ..........................................
A spiccare era su tutti la rivelazione assoluta offerta, nella preziosa cornice di S. Marcellino, dall’ensemble Gallicantus diretto da Gabriel Crouch: cinque voci di aurorale trasparenza in cui la carnale morbidezza pareva svaporare nell’impalpabile astrazione. L’ordito sgorgava dalla Missa scaturita dal mottetto “Mort M’a privé” di Thomas Crecquillon e pareva idealmente ammiccare, su tracciato liturgico, ad una più ampia riflessione sulla morte: quella di Gilles de Binchois, quasi tattile nel suo rassegnato dolore scolpito dal macramé polifonico di Ockeghem; quella dello stesso Ockeghem, dipinta dal divino Desprez con la parola affondata nel tessuto contrappuntistico a rivelare l’essenza ancora inesplorata dell’umano affetto; quella di Desprez, firmata con mano commossa dall’allievo  Benedict Appenzeller. Occorrerebbe dire di ognuno, a partire dallo straordinario David Allsopp, controtenore magnetico di voce e di fraseggio, per poter restituire l’intensità, la devozione, l’adesione ad ogni singola trama di frase di questo autentico quintetto di solisti, ben più convincente dei più noti Tallis Scholars, ascoltati qualche sera prima in un programma a découpage, tra Gabrieli e Palestrina, eseguito con il bel contributo del coro “Costanzo Porta” .

Elide Bergamaschi