oria milano

Richard Goode pianista

 

Richard Goode , lodato per la sua musicalità dotata di enorme potere emozionale, profondità ed espressività, è internazionalmente riconosciuto come uno degli attuali punti di riferimento dell’interpretazione beethoveniana.

Si esibisce regolarmente con la orchestre più famose , tiene recitals nelle capitali mondiali della musica, e le sue registrazioni sono universalmente lodate . Ha una vasta schiera di estimatori in tutto il mondo e le sue interpretazioni di Bach, Mozart, Brahms, Schubert, Schumann, Chopin, Debussy, Janacek, e altri sono state tutte egualmente elogiate dalla critica internazionale.


Nato a New York, Goode ha studiato con Nadia Reisenberg al Mannes College of Music e con Rudolf Serkin al Curtis Institute. I numerosi premi ottenuti nel corso degli anni comprendono fra l’altro il Young Concert Artists Award, il Primo Premio al Concorso Clara Haskil , l’Avery Fisher Prize, e un Grammy Award ottenuto insieme al clarinettista Richard Stoltzman. La sua prima esecuzione del ciclo completo delle Sonate di Beethoven a New York nel 1987-88 fu accolta dal New York Times come “uno degli eventi più importanti e memorabili della stagione” e più recentemente Goode ha ripetuto l’intero ciclo alla Queen Elizabeth Hall di Londra nel 1994 e 1995.


Goode suona regolarmente con tutte le maggiori orchestre americane – New York, Boston, Chicago, Philadelphia, Los Angeles, San Francisco e Cleveland. In Europa egualmente suona con orchestre del calibro della Royal Concertgebouw Orchestra, London Symphony, London Philharmonic, Orchestre Philharmonique de Radio France, Orchestre de Paris, NDR Hamburg, Deutsches Symphonie Orchester Berlin, Tonhalle Zurich, Budapest Festival Orchestra, Vienna Symphony, Finnish Radio Symphony e Rotterdam Philharmonic. Goode ha inoltre suonato in recital in tutte le più importanti sale e festival del mondo e appare regolarmente ai BBC Proms e al Festival  di Edinburgo , dove è stato Artist in Residence nel 2004 e nel 2006. Ha inoltre tenuto una lunga serie di concerti intitolata Perspectives alla Carnegie Hall di New York durante la stagione 2005/06 e durante la stagione 2007/08 è stato Associate Artist al Southbank Centre di Londra.


Dopo aver completato il ciclo dei Concerti di  Beethoven al Barbican Center di Londra con la Budapest Festival Orchstra e Ivan Fischer nel 2005, Goode ha inciso i Concerti di Beethoven per Nonesuch, pubblicati nel 2009  e lodatissimi dalla critica che li ha definiti “una pietra miliare delle incisioni beethoveniane” (Financial Times). Artista in esclusiva di Nonesuch, Goode nel corso degli anni ha inciso più di due dozzine di dischi ,spaziando dai recitals solistici alla musica da camera ,dai lieder ai Concerti con orchestra.

Nel 1993 Nonesuch ha pubblicato un cofanetto di 10 CD con il suo ciclo completo delle Sonate di Beethoven- la prima mai realizzata da un pianista americano- che ha avuto una “nomination” ai Grammy e il riconoscimento del “Gramophone Good CD Guide”. Le sue incisioni comprendono anche una registrazione in duo con la soprano Dawn Upshaw, e una serie di Concerti di Mozart con l’Orpheus Chamber Orchestra. Il suo secondo disco con le Partite di Bach è stato Disco del Mese della rivista Gramophone nel luglio 2003: “Richard Goode, la cui generosità e naturalezza di uomo si riflettono in eguali doti di interprete, ci regala ora il  secondo volume delle Partite di Bach. E’ veramente un disco sublime.”


Richard Goode è co-Direttore Artistico insieme a Mitsuko Uchida al Marlboro Music School and Festival nel Vermont (USA).


The New Yorker : September 7, 2009

The Classical Style

GOINGS ON ABOUT TOWN Classical Notes by Russell Platt

....... It was Beethoven, who studied with Haydn, who brought the legacy of these composers into the Romantic age, a lesson made vividly clear on Richard Goode's new album, "Beethoven: The Complete Piano Concertos" (Nonesuch). His sterling collaborators, Iván Fischer and the Budapest Festival Orchestra, represent the dynamic compromise that a new generation has made, deploying the concentrated power of modern orchestras while recognizing the stylistic discoveries of the period-performance movement. The result is a supple, measured lyricism that avoids selfindulgent extremes, an equipoise that the veteran Goode, as a successor to Rudolf Serkin, has developed entirely on his own. No one will be surprised by the humane and poetic qualities the pianist brings to the meditative Fourth Concerto, but in the concluding "Emperor" Concerto Goode offers truly revelatory playing, turning that shameless virtuoso showcase into a vibrant, three-dimensional creation.


THE NEW YORK TIMES Published: April 29, 2008

MUSIC REVIEW

A Poet of the Piano, in the Company of His Forebears

Richard Goode played works by Chopin and three other composers at “Free for All at Town Hall.”

By VIVIEN SCHWEITZER


Listening to the pianist Richard Goode playing Bach and Chopin on Sunday was a perfect, soul-soothing tonic after a busy week. He appeared as part of the lively series “Free for All at Town Hall,” juxtaposing works by those two composers, Beethoven and Debussy in a program that intelligently illuminated their connections.


...When Mr. Goode played Chopin after works by Bach, it made musical sense, and each composer benefited from the diligence of his approach. He played with the clean articulation and voicing essential to Bach’s music, which also highlighted the intricacies and counterpoint of the Chopin selections.


Conversely, he incorporated the singing lines fundamental to Chopin into his Bach, as in a glowing rendition of the Prelude and Fugue in C major (Book II), which opened the program, and the four sinfonias that followed. Mr. Goode fully exploits the potential of the modern piano, with fairly generous pedaling and vivid dynamic contrasts.


His pristine articulation and unsentimental approach were refreshing in Chopin’s Nocturne in C minor (Op. 48, No. 1), and he imbued the four mazurkas with contrasting colors and lilting grace.


Mr. Goode brought the poetry of his Chopin and the clarity of his Bach to Beethoven’s “Moonlight” Sonata, playing the opening Adagio with mystical introspection and the Allegretto with gentle restraint. The concluding Presto was a whirlwind of agitation. After intermission came 2 études from Debussy’s set of 12, which the composer dedicated to Chopin, calling him “the greatest of them all.”


The concert concluded with three works by Chopin, including the Scherzo No. 4 and the tumultuous Polonaise in F sharp minor. As an encore, Mr. Goode rewarded the exuberant audience with a lovely rendition of the Nocturne in E flat (Op. 55, No. 2).


4 stars Queen Elizabeth Hall, London

Erica Jeal 28 Febbraio 2008

Guardian


Ci sono pianisti che danno a Chopin una cattiva fama, usando le sue composizioni come veicolo di una appariscente ma fragile brillantezza . Poi c'è Richard Goode. Questo programma ci ha servito tre dosi di Chopin, ognuna preceduta da un autore che lo ha influenzato (Bach e Mozart) o da uno che non avrebbe potuto scrivere la sua musica senza di lui (Debussy). Ed è stato pensato e messo insieme con reverenza - o è stata solo un'impressione data dalla generosità di Goode con il pedale di sostegno nel pezzo di apertura , il Preludio in do maggiore dal Secondo Libro del Clavicembalo Ben Temperato di Bach, che ha reso le note riverberate come in una chiesa ?


..... in Mozart, Goode era rilassato,e ci ha dato una lettura del Rondò in la minore K511 introspettiva e fluida. Il primo dei 2 Studi di Debussy , Pour les Arpèges Composés, ci è arrivato con una fragilità struggente che ci faceva chiedere come potesse un pianista leonino come Goode produrre un suono così delicato. Poi ancora una volta Goode tornava a Chopin ed era un ritorno a casa. Ha trovato introspezione nella relativa semplicità delle Mazurche, e persino composizioni virtuosistiche come lo Scherzo Op 54 e la Polonaise Op 44 non suonavano come pezzi di bravura ad effetto.

.......nessuna mancanza tecnica; i trilli ravvicinati della fine del Notturno Op 62 No 1, erano perfettamente equilibrati, così come le corse di zucchero filato nell'Improvviso Op 36 , con Goode profondamente in comunione con il suo strumento, facendoci sopra le fusa .


E' stato un suonare dolce e maturo, la cui emozione era sentita in profondità ma trasmessa con misura. Ci vuole un pianista di gran classe per riuscirci.

Bach

Partita nr.5  Praeambulum