The Commercial Appeal - Memphis Tenessee
Concert Review: Memphis Symphony conveys influences of Russia
•By Jon W. Sparks January 16, 2012
Saturday night's concert at The Cannon Center for the Performing Arts featured Russian-born pianist Lilya Zilberstein playing Rachmaninoff's "Piano Concerto No. 3 in D minor" -- although she wasn't so much playing it as she was thoroughly commanding it to do her bidding.
It's not an easy thing to do, as the Rach 3 is notoriously challenging. But Zilberstein has been playing it for years and brought plenty of technical mastery, maturity and emotional heft to her performance. The result was a joy to hear, an epic piece played with epic capability.
There's nothing showy about Zilberstein -- she never made it seem to be a difficult piece played well. Instead, the pianist simply immersed herself in the performance, taking the towering piece and, with unshakable confidence, making it thunderous, sweet, cascading, elegant and sublime.
She received an instant standing ovation from Saturday night's audience
Music Arts Reviews Vancouver Canada
La pianista Lilya Zilberstein abbaglia con uno Chopin raramente ascoltato di Lloyd Dykk 21 Novembre 2011
Un concerto della Vancouver Chopin Society al Magee Theatre Auditorium
Almeno una decina d’anni fa ricevetti un cd del Concerto per pianoforte di Edvard Grieg con la Gothenburg Symphony diretta da Neeme Järvi. Ne rimasi folgorato. Non avevo mai sentito la pianista, Lilya Zilberstein, ma anche non avevo mai sentito una tale freschezza nell’esecuzione di un vecchio cavallo di battaglia come il Concerto di Grieg . Gli appioppai cinque stelle, continuando a chiedermi chi fosse questa donna e misi il cd nello scaffale dei dischi da riascoltare.
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Marta Argerich ha detto di lei :
“Lei è una pianista completa,naturalissima,grandissima.Per fortuna non era concorrente quando ho partecipato al concorso , sarebbe stato un osso troppo duro.” La Repubblica 25 Agosto 2011
La Repubblica 27 Agosto 2011
Martha & Lilya al piano sono grandi emozioni
.............Il meraviglioso duo, protratto da anni con esiti ogni volta streganti per esuberanza musicale e reciproca compenetrazione pianistica, sembra andare contro le regole ordinarie del cameratismo.Poichè dimostra che, con personalità così spiccate e complementari, suonare insieme non implica rinunciare a nulla di sè.....................A.Foletto
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Corriere della Sera Roma 5 Maggio 2011
L’impetuoso virtuosismo della Zilberstein
...............Senz’altro di notevolissimo interesse è apparsa la sua performance sin dall’iniziale esecuzione degli Intermezzi op 117, nel ricreare la malinconica bellezza di queste pagine............Con una tecnica forbitissima e con slancio impetuoso la Zilberstein ha proposto poi la sua autorevolissima interpretazione dei due libri delle Variazioni su un tema di Paganini op.35......................Aperta la seconda parte del recital con Preludi e fuga op. 29 di Taneev, non più che estroverso saggio di accademismo, Lilya Zilberstein, accanto al proverbiale suo virtuosismo alla tastiera, ha mostrato di condividere l’asserto di Rachmaninov per il quale la musica nasce solo dal cuore e si rivolge al cuore............L.Bellingardi
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SA Symphony, Lang-Lessing, Zilberstein
The dark side of 'Power to the people'
January 29, 2011 Incident light
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Ms. Zilberstein has appeared twice before with this orchestra under Larry Rachleff, both times giving astonishing performances of music by Sergei Rachmaninoff (the Piano Concerto No. 2 in 2001, the Rhapsody on a Theme of Paganini in 2007.
In Prokofiev’s Piano Concerto No. 3, we again heard Ms. Zilberstein's rip-roaring power, her luxurious but muscular touch, her incisive rhythm, her lightning speed and effortless fluidity in pyrotechnic passages. In the outer allegros, she played with an angularity and zest that sharpened the music’s wit, and she brought a jazz-like flexibility to the andantino. It was a performance with personality -- uninhibited, sophisticated and great fun. Mike Greenberg
BRESCIA OGGI - 28/11/2010
BEIJING PIANO FESTIVAL. Ancora successi
È sulla via della conclusione la seconda edizione dell'International Beijing Piano Festival nella capitale cinese, da dove ci giungono gli echi dei successi degli artisti che in questi giorni si succedono sul palcoscenico della Beijing Concert Hall, una delle più importanti sale da concerto della capitale.
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Strepitosa prova ieri sera di un'artista amatissima dal pubblico bresciano del Festival, quella Lilya Zilberstein dal generosissimo temperamento e che nonostante il «jet lag» dei numerosi fusi orari comportati dal viaggio verso Pechino, si è prodotta in uno splendido recital, tutto dedicato ad autori della scuola russa a partire dalla versione originale dei «Quadri di un'esposizione» di Modest Musorgskij e proseguendo nella seconda parte con la terza Sonata di Alexandr Skrjabin e con Momenti musicali op.16 di Serghej Rachmaninov.
Grande soddisfazione da parte del direttore artistico del Festival Pier Carlo Orizio e dell'artista, lunga coda alla fine per chiedere autografi e per parlare anche magari solo per pochi istanti con l'apprezzata artista.L.FERT.